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E-SPORTS, LO CSAIN C’É

E-SPORTS, LO CSAIN C’É

Le gare di videogiochi a livello competitivo guardano addirittura ai Giochi olimpici. Intanto i nostri Comitati di Cagliari e Avellino si sono già sfidati

di GENNARO REGA

I referenti dei Comitati di Cagliari e Avellino, Massimo Piludu e il sottoscritto Gennaro Rega, con il supporto tecnico di Andrea Langiu, hanno trasformato in realtà ciò che prima era solo nelle intenzioni: realizzare una competizione sana e sportiva basandosi sul gioco “Tekken”, notissimo “picchiaduro” su scala globale con migliaia di utenti. Un torneo interregionale a più fasi con eliminazione diretta, che ha coinvolto i tesserati CSAIn di entrambe le regioni in periodo Covid, e che ha creato un ottimo diversivo per gli appassionati costretti in casa.

CSAIn crede nel futuro degli eSports, visti anche in chiave promozionale e questo tipo di eventi rappresentano le basi per future manifestazioni anche di livello nazionale. Chiediamo a Gennaro Di Scala, Presidente della Asd Paraiso Football Club Accademy, responsabile del settore calcio e degli eSports nello CSAIn Campania, cosa si deve intendere per eSports.

«Difficili da definire a causa di un minuzioso gergo tecnico, la definizione forse più concreta di eSports è competizioni di videogiochi di livello professionistico».

Non crede che tali attività possano portare a rendere più sedentari i nostri ragazzi? Può davvero essere considerato uno sport a tutti gli effetti?

«Sicuramente, trascorrere in modo passivo tante ore connessi ad un gioco potrebbe, col tempo, produrre danni allo stato psicofisico di ragazzi in pieno sviluppo, per questo motivo stiamo sviluppando un metodo che permetterà ai ragazzi di non appassire dinanzi ad uno schermo. Noi dello CSAIn abbiamo preparato un progetto di aggregazione e sport».

Lo può spiegare meglio?

«La nostra intuizione è quella di creare delle postazioni all’interno dei centri sportivi, rispettando ovviamente tutte le direttive anti Covid, dove i ragazzi possano giocare dal vivo e così sfidarsi. L’idea è riuscire a creare un punto di riferimento ed aggregazione per coltivare le proprie amicizie e le proprie passioni. Ovviamente, dopo ogni mezz’ora di gioco, i ragazzi svolgeranno attività fisica indoor (tapis roulant, step o cyclette) così da sgranchirsi le gambe e riattivare le sinapsi, in modo da scaricare anche lo stress accumulato».

A che punto siamo a livello internazionale circa il ricono-scimento degli eSports?

«Questo sconvolgimento culturale, ebbe avvio già nel 2017, quando si iniziò a considerare la possibilità di inserire gli eSports come evento per i giochi Olimpici di Parigi 2024 ed il Comitato Olimpico Internazionale si sarebbe espresso in merito dopo le olimpiadi di Tokyo 2020 e visto il rapido diffondersi di tali competizioni, anche su scala mondiale è probabile che dopo Tokyo 2021 i tempi siano maturi»

Nel territorio nazionale come evolve la situazione?

«Quello degli eSports è un pubblico che continua a crescere ma difficile da quantificare, perché spesso invisibile dato che la maggior parte delle persone seguono e com-mentano attraverso la rete internet. Raramente si sposta e lo fa solo in caso di eventi molto grandi, sia perché in Italia mancano tornei e personaggi di rilievo, sia perché chi guarda gli eSports è abituato a fruirne così, ma in periodo Covid, questa peculiarità è sicuramente vincente».

Presidente, tirando le conclusioni, cosa si auspica per il futuro?

«I cosiddetti videogiochi competitivi, vantano una platea di giovanissimi fruitori con un’età variabile dai 16 ai 25 anni (ma questa passione si sta però diffondendo anche tra i meno giovani) il cui obiettivo è quello di essere i miglio-ri sulla scena del loro videogioco preferito. Maggiore è il numero di giocatori presente in una community, migliore e competente sarà il supporto degli organizzatori di tornei e di conseguenza la competizione stessa. Noi dello CSAIn non ci faremo trovare impreparati, dato che col passare degli anni e grazie alla eterogeneità degli appassionati, gli eSports sono diventati un vero e proprio trend».

Articolo pubblicato sulla nostra rivista TempoSport Novembre-Dicembre 2020 disponibile a questo link.

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